Sistemi di qualità e ruolo delle certificazioni nella nuova programmazione europea

Assolac continua il suo percorso di formazione dedicato ai soci. Per operare al meglio all’interno della filiera del latte fresco, infatti, è fondamentale aggiornarsi continuamente, conoscere il quadro normativo e poi applicare all’interno delle stalle azioni per migliorare la sicurezza e la qualità del latte prodotto.

Dopo le iniziative sui sistemi di prevenzione contro patologie come la brucellosi, le mastiti e la paratubercolosi che possono colpire gli animali e provocare dei danni, anche economici, agli allevatori, Assolac questa volta si occuperà dei sistemi di qualità e del ruolo delle certificazioni nella nuova programmazione europea.

L’evento si svolgerà venerdì 20 novembre alle ore 10:15 sulla piattaforma online GoTo Webinar e vedrà la partecipazione del Presidente di Assolac, Camillo Nola, e di Felice Adinolfi, Professore del Dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università di Bologna.

Nei prossimi giorni vi forniremo tutte le informazioni necessarie sulle modalità di iscrizione e partecipazione.

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Assolac raccontata dal Quotidiano del Sud – Calabria

Fiore all’occhiello della Calabria. Con queste parole viene descritta Assolac su Il Quotidiano del Sud – Calabria in un articolo firmato dalla giornalista Laura Della Pasqua.

In occasione dei 25 anni dall’iscrizione a Confindustria Calabria, celebrata dall’organizzazione di rappresentanza degli industriali con un premio di riconoscimento, la nostra cooperativa trova spazio sulle pagine de Il Quotidiano del Sud, dove viene raccontata la storia di Assolac e il funzionamento della filiera del latte fresco calabrese anche attraverso le parole del presidente Nola.

“L’obiettivo iniziale” – spiega il presidente Camillo Nola, “fu quello di aggregarsi, senza distinzione di dimensioni fra le stalle produttive, per avere maggiore forza contrattuale sui mercati locali. I produttori calabresi, nei primi anni Cinquanta faticavano a reggere il confronto con le grandi industrie del Nord Italia per via delle dimensioni ridotte e dell’assenza di un coordinamento dell’offerta. La costituzione della Centrale del Latte di Cosenza rappresentò, pertanto, una scelta strategica che consentì nel lungo periodo a micro, piccole e medie aziende produttive calabresi di competere sui mercati nazionali ed internazionali“.

La produzione di un latte di alta qualità è il primo obiettivo di Assolac e dei suoi soci, i quali possono usufruire di una serie di servizi per il monitoraggio costante del proprio prodotto e il conseguente miglioramento degli standard di qualità: “Oltre alla raccolta e commercializzazione del latte – aggiunge Nola – forniamo servizi ai soci, come le analisi del prodotto e quei dati che servono a migliorare la qualità della materia prima. E’ una realtà importante. La produzione è di circa 50mila tonnellate di latte l’anno che proviene dalle 8900 vacche degli associati. Abbiamo orientato i soci all’alta qualità promuovendo l’adozione di disciplinari volontari che servono a migliorare il prodotto”.

Ma per avere un prodotto di alta qualità è necessario investire anche sulla salubrità dell’ambiente produttivo e soprattutto sul benessere animale. Per i nostri allevatori le vacche sono dei veri e propri membri di famiglia e, in quanto tali, vanno tutelati e fatti vivere in ambienti puliti, sicuri e dotati di ogni confort.
Assolac punta ad andare ben oltre i requisiti minimi previsti dalla legislazione italiana, rendendo il benessere animale l’elemento centrale del proprio modello aziendale: “Gli animali – dichiara il presidente Nola – hanno bisogno di adeguati spazi per muoversi liberamente all’aperto e di ampie strutture coperte, in cui siano garantiti la pulizia e l’igiene, idonei dispositivi di biosicurezza, adeguati sistemi di areazione per far fronte ai mutamenti climatici e la costante disponibilità di acqua potabile“.

Sempre in materia di benessere animale ed igiene delle stalle, Assolac sta portando avanti, da diverso tempo, delle azioni per la prevenzione da patologie come la tubercolosi, la brucellosi e ad altre malattie che possono colpire gli animali. In questo modo si mette al sicuro il patrimonio zootecnico e si aumenta il livello di sicurezza alimentare del prodotto finale.

Un ultimo punto trattato dal presidente Nola nell’intervista a Il Quotidiano del Sud riguarda la forma d’impresa scelta da Assolac e rivelatasi poi vincente: la cooperativa. “Il fatto che esista una cooperativa del latte calabrese – conclude Nola – è un fatto di rilievo. C’è una problematica legata alla cultura. L’individualismo è sempre stato un problema anche perchè le politiche agricole hanno cercato di intercettare soprattutto le esigenze del singolo”.
Superare, dunque, le logiche individualiste tipiche del mondo imprenditoriale calabrese è fondamentale per lo sviluppo della nostra regione e il miglioramento del livello di competitività delle nostre aziende su scala globale.

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Assolac: i servizi offerti alle imprese agricole e ai giovani agricoltori

L’Agroalimentare Assolac è un organismo che fornisce servizi di consulenza alle aziende agricole e ai giovani imprenditori con l’obiettivo di migliorare la competitività e la sostenibilità delle imprese regionali. Questa funzione è riconosciuta ai sensi del D.M. del 3 febbraio 2016 con D.D.G. della Regione Calabria n.5260 del 19/05/2017 e come tale legittima l’organismo a presentare domanda d’aiuto a valere sulla misura 2.1.1 del Psr 2014/2020.

Servizi di consulenza offerti

Assolac attiverà un piano di consulenza che riguarda i seguenti ambiti:

  • gli obblighi a livello aziendale derivanti dai criteri di gestione obbligatoria e/o dalle buone condizioni agronomiche e servizi consulenza assolacambientali di cui al titolo VI, capo I, del regolamento UE 1306/2013.
  • le misure a livello aziendale previste nel PSR Calabria 2014/2020 nell’ambito della FA 2A e 2B volte allo startup, all’ammodernamento dell’azienda, al perseguimento della competitività e al posizionamento sui mercati (in questi due casi l’attività di consulenza non deve riguardare la redazione del business plan per l’accesso al sostegno del PSR); della FA 3A volti all’integrazione di filiera, allo sviluppo della filiera corta, alla diffusione di regimi di qualità;
  • le questioni inerenti le prestazioni economiche ed ambientali dell’azienda agricola, ivi incluse quelle sugli aspetti dell’attuazione degli impegni agro-climatico ambientali e gli aspetti relativi alla competitività;
  • aspetti sanitari delle pratiche zootecniche.

NOTA BENE: le aziende agricole e i giovani agricoltori che hanno già rapporti di consulenza con altri organismi non potranno attivare il piano di consulenza con l’Agroalimentare Assolac in merito a questa specifica misura del PSR (Misura 2.1.1).

Per richiedere i suddetti servizi i soggetti interessati dovranno contattare gli uffici di Assolac ai riferimenti sotto riportati entro e non oltre il 20 Luglio.

Riferimenti – Telefono: 0981.4101
Email: info@assolac.it
PEC: assolac@pec. assolac.it

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Perché è importante ridurre l’uso di antibiotici negli allevamenti

Negli ultimi anni c’è stato un grande dibattito nel mondo agricolo sul tema dell’utilizzo degli antibiotici negli allevamenti. Un uso eccessivo e indiscriminato può causare, infatti, problemi di salute agli animali e all’uomo, oltre a provocare danni economici agli allevatori.

Sia l’Unione Europea che la legislazione italiana sono recentemente intervenuti su questo tema. Oggi gli antibiotici possono essere utilizzati solo per motivi terapeutici e in seguito a specifica diagnosi di patologie come le mastiti, diaree neonatali e patologie di tipo respiratorio. La legge esclude, invece, la somministrazione di antimicrobici agli animali per prevenire malattie o a scopo auxinico, ovvero come fattore di crescita della produttività della vacca.

Al di là delle limitazioni di carattere legale, è fondamentale provare a razionalizzare ancora di più l’uso di questi farmaci.
Una delle ragioni principali riguarda la scoperta, avvenuta negli ultimi anni, di un numero sempre maggiore di specie batteriche resistenti agli antibiotici, generate in parte da un uso intensivo di antimicrobici. La diffusione di questi batteri può causare rilevanti problemi di salute pubblica: diventa quindi ancora più importante intervenire in maniera mirata e consapevole.
Ci sono poi anche delle questioni di natura economica. È stato calcolato, infatti, che tra scarti di latte e in generale costi dovuti a patogeni mastitogeni, ogni stalla rischia di perdere circa 20.000 euro l’anno.

Asso.La.C., allora, sta lavorando per aiutare i propri allevatori a ridurre al minimo l’uso di antibiotici. Per raggiungere questo obiettivo è fondamentale innanzitutto formare al meglio il personale che si occupa delle fasi più delicate dell’attività produttiva (es. mungitura e alimentazione vacche) e migliorare la qualità e l’igiene delle stalle.
Per la nostra cooperativa è essenziale il benessere degli animali e la sicurezza del prodotto finale. Ecco perché forniamo e forniremo sempre ai nostri soci tutta l’assistenza e gli strumenti necessari per avere degli ambienti produttivi efficienti, puliti e all’avanguardia.

Nei prossimi anni sarà necessario poi investire anche sulla biosicurezza, ovvero sulla prevenzione da patologie che colpiscono di più gli animali, e su un percorso diagnostico accurato, cioè su diagnosi che consentano un uso degli antibiotici mirato e razionalizzato.
Il 13 dicembre torneremo a parlare di questo argomento con un incontro con diversi esperti del settore dove si farà il punto della situazione sull’utilizzo degli antibiotici in Calabria e sulle possibili soluzioni per ridurne l’uso. Riteniamo, infatti, sia fondamentale istruire al meglio i nostri soci sulle buone pratiche da adottare in stalla e sulle più recenti evoluzioni e innovazioni in questo ambito.
Seguiteci sulla nostra pagina Facebook per avere maggiori informazioni.

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Leggi bene l’etichetta

Una delle domande più ricorrenti tra i consumatori riguarda la provenienza del latte. Come scegliere una confezione di latte alimentare? Vi aiutiamo, allora, a leggere attentamente l’etichetta per reperire tutte le informazioni necessarie.

La bottiglia a marchio Centrali del Latte di Calabria

Il marchio più famoso in regione per il latte fresco è Centrali del Latte di Calabria. Potete trovare le bottiglie da 1 o 1,5 litri nel banco frigo degli alimentari e dei principali supermercati. Sul retro della bottiglia ci sono tutte le informazioni sull’origine del latte, oltre all’indicazione dello stabilimento dove il latte è stato lavorato e confezionato.

Il partner Granarolo

Granarolo, la più importante azienda italiana del settore lattiero-caseario con diversi stabilimenti in Italia, come Bologna, Gioia del Colle, Vernate, Soliera e Castrovillari, utilizza latte di origine italiana con il marchio nazionale. Come fare, quindi, ad acquistare una bottiglia di latte con origine Italia, a marchio Granarolo, lavorato in Calabria?

Lo stabilimento di produzione

Sul retro della bottiglia si trova la legenda con tutti gli stabilimenti di produzione possibili e le lettere corrispondenti, la zona di mungitura che definisce il luogo di origine del latte, i consigli d’uso e le modalità di conservazione. Conoscere tutti questi aspetti è importante per comprendere cosa c’è dietro una bottiglia di latte.

Il latte UHT

Per quanto riguarda, invece, le bottiglie di latte Granarolo a lunga conservazione come quello scremato o parzialmente scremato, gli stabilimenti sono quelli di Bologna, Soliera (MO), Gioia del Colle (BA) e Castrovillari (CS). Vi ricordiamo, infine, che sull’etichetta trovate anche i dati sul contenuto nutrizionale del latte, ovvero la percentuale di grassi, carboidrati, proteine e zuccheri.

Tutte queste informazioni, grazie alla tracciabilità, offrono al consumatore la possibilità di effettuare una scelta d’acquisto consapevole, responsabile ed orientata alla valorizzazione territoriale delle produzioni sia per l’origine del latte utilizzato che per il sito di trasformazione coinvolto nella lavorazione e confezionamento.

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Ottimi riscontri per il reportage sulla filiera del latte fresco in Calabria

Il reportage sulla filiera del latte fresco in Calabria ha riscosso un ottimo successo, generando curiosità e apprezzamento da parte di utenti calabresi e non. Dopo solo tre settimane dalla sua pubblicazione, infatti, il documentario ha già superato le 1.300 visualizzazioni su YouTube, con un tempo di visualizzazione medio di 6 minuti.

Il pubblico estero

Come detto, il reportage ha avuto fin qui un pubblico che esula dalla Calabria e persino dall’Italia stessa. Gli analytics di YouTube mostrano infatti decine di visite provenienti da paesi esteri come Stati Uniti, Germania, Francia e Australia, con un watch time medio addirittura superiore alla media nazionale.
I dati appena riportati possono essere ricondotti, con ogni probabilità, alla presenza di calabresi emigrati all’estero che guardano sempre con grande attenzione la propria terra madre, riattivando, quando è possibile, la catena dei ricordi.
L’amore verso la Calabria è un sentimento che ci appartiene. Proviamo a dimostrarlo ogni giorno attraverso la valorizzazione delle produzioni locali, il rispetto dell’ambiente e il coordinamento di un’offerta produttiva spesso frammentata e debole.

I risultati su Facebook

Ottimi i risultati del reportage anche sulla pagina Facebook Latte Fresco Calabrese. Il post sul documentario ha fatto registrare, infatti, 72mila persone raggiunte, 953 Mi Piace, 811 click sul link, 242 condivisioni e 15 commenti. Non sono mancati anche i messaggi privati di apprezzamento e di richiesta di informazioni su dove acquistare il latte raccolto da Assolac.
Siamo solo all’inizio, ma i riscontri avuti fin qui sono un motivo di orgoglio per la nostra cooperativa e per i soci che la compongono.
L’obiettivo di questo reportage era raccontare una realtà d’eccellenza dell’agroalimentare meridionale, partendo dalle storie, dai valori e dal lavoro quotidiano di persone umili e appassionate come i nostri allevatori. Un racconto che è riuscito fin qui nel suo intento, generando interesse e mostrando come sia possibile costruire un modello virtuoso cooperando e portando avanti principi come quello della sostenibilità, dell’amore verso gli animali e verso il proprio territorio.

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Il nostro latte – La filiera certificata del latte fresco in Calabria

Asso.La.C. ha deciso di raccontare la sua storia e quella dei suoi produttori, effettuando un reportage sulla filiera del latte calabrese. Si tratta di un vero e proprio viaggio all’interno delle stalle calabresi, visto con gli occhi di chi ogni giorno raccoglie il latte proveniente da varie zone della nostra regione.

La raccolta

Avrete la possibilità di salire su una delle cisterne adibite alla raccolta del latte, attraversando con essa tutta la Calabria. Il reportage abbraccerà le montagne della Sila, le colline del cosentino e le splendide località marittime dello Ionio e del Tirreno, mostrandovi, dunque, come sia possibile unire in maniera virtuosa territori e contesti radicalmente diversi per creare un prodotto di alta qualità.

La produzione

Vi mostreremo, inoltre, qual è la giornata tipo di un allevatore e quali sono le varie fasi della produzione del latte, dalla mungitura alla raccolta, passando per i controlli e la distribuzione. I protagonisti di questo racconto sono soprattutto le persone, perché senza di loro sarebbe impossibile riuscire a creare una filiera agroalimentare d’eccellenza.

Le parole del presidente Nola

La filiera del latte calabrese ha un valore sociale ed occupazionale molto importante per la regione Calabria”. – dichiara Camillo Nola presidente di Asso.La.C – “La forza di Asso.La.C. è rappresentata dai nostri soci e dalla loro capacità di lavorare ogni giorno in maniera meticolosa per il raggiungimento di un obiettivo comune: la crescita. Con questo reportage intendiamo mostrare quanto sia essenziale cooperare e mettere insieme idee ed energie, soprattutto in una regione, come la Calabria, troppo spesso frammentata e lontana da logiche aggregative”.

Un ringraziamento speciale va ai nostri soci che hanno partecipato con entusiasmo alla realizzazione di questo reportage e che, ogni giorno, con passione e spirito di sacrificio contribuiscono alla crescita di Asso.La.C. e di tutto l’agroalimentare calabrese.

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