(Last Updated On: 09/10/2020)

I formaggi italiani sono quelli più venduti negli Stati Uniti. Lo dicono i dati del Dipartimento americano del commercio secondo il quale nel 2016 sono stati importati negli Usa 34.894 tonnellate di formaggio proveniente dall’Italia, con una crescita dell’8% rispetto al 2015.

Il Made in Italy alimentare si conferma, dunque, particolarmente apprezzato nel continente americano dove primeggia anche grazie alle vendite di vino.
Il settore lattiero caseario deve, però, fronteggiare diversi problemi. Una delle questioni principali è quella dell’Italian Sounding, ovvero l’imitazione di prodotti Made in Italy attraverso l’utilizzo di nomi che ricordano le specialità nostrane. Parliamo di una grave forma di concorrenza sleale e di raggiro nei confronti dei consumatori che ha un giro d’affari mondiale di ben 60 miliardi di euro e che costa all’Italia oltre 300.000 posti di lavoro. Una delle specialità maggiormente imitate è il Parmigiano Reggiano che vede nel “Parmesan” e nel “Parmeggiano” alcuni dei suoi quasi omonimi più noti.

Nonostante i tentativi di imitazione e nonostante l’assenza di un accordo di libero scambio, i formaggi italiani continuano comunque ad essere quelli maggiormente importati. Secondo i dati forniti dall’Ice circa un quarto dei formaggi importati dagli Stati Uniti proviene dall’Italia; seguono la Francia con una quota del 13% e la Spagna con il 7%.
Il valore delle importazioni di formaggi italiani negli Usa è pari a 280 milioni, una cifra in grande espansione grazie soprattutto al successo dei nostri marchi nelle grandi città americane come New York, San Francisco e Boston, metropoli dove è più forte il richiamo in termini di marketing dei maggiori brand caseari italiani.