Assolac raccontata dal Quotidiano del Sud – Calabria

Fiore all’occhiello della Calabria. Con queste parole viene descritta Assolac su Il Quotidiano del Sud – Calabria in un articolo firmato dalla giornalista Laura Della Pasqua.

In occasione dei 25 anni dall’iscrizione a Confindustria Calabria, celebrata dall’organizzazione di rappresentanza degli industriali con un premio di riconoscimento, la nostra cooperativa trova spazio sulle pagine de Il Quotidiano del Sud, dove viene raccontata la storia di Assolac e il funzionamento della filiera del latte fresco calabrese anche attraverso le parole del presidente Nola.

“L’obiettivo iniziale” – spiega il presidente Camillo Nola, “fu quello di aggregarsi, senza distinzione di dimensioni fra le stalle produttive, per avere maggiore forza contrattuale sui mercati locali. I produttori calabresi, nei primi anni Cinquanta faticavano a reggere il confronto con le grandi industrie del Nord Italia per via delle dimensioni ridotte e dell’assenza di un coordinamento dell’offerta. La costituzione della Centrale del Latte di Cosenza rappresentò, pertanto, una scelta strategica che consentì nel lungo periodo a micro, piccole e medie aziende produttive calabresi di competere sui mercati nazionali ed internazionali“.

La produzione di un latte di alta qualità è il primo obiettivo di Assolac e dei suoi soci, i quali possono usufruire di una serie di servizi per il monitoraggio costante del proprio prodotto e il conseguente miglioramento degli standard di qualità: “Oltre alla raccolta e commercializzazione del latte – aggiunge Nola – forniamo servizi ai soci, come le analisi del prodotto e quei dati che servono a migliorare la qualità della materia prima. E’ una realtà importante. La produzione è di circa 50mila tonnellate di latte l’anno che proviene dalle 8900 vacche degli associati. Abbiamo orientato i soci all’alta qualità promuovendo l’adozione di disciplinari volontari che servono a migliorare il prodotto”.

Ma per avere un prodotto di alta qualità è necessario investire anche sulla salubrità dell’ambiente produttivo e soprattutto sul benessere animale. Per i nostri allevatori le vacche sono dei veri e propri membri di famiglia e, in quanto tali, vanno tutelati e fatti vivere in ambienti puliti, sicuri e dotati di ogni confort.
Assolac punta ad andare ben oltre i requisiti minimi previsti dalla legislazione italiana, rendendo il benessere animale l’elemento centrale del proprio modello aziendale: “Gli animali – dichiara il presidente Nola – hanno bisogno di adeguati spazi per muoversi liberamente all’aperto e di ampie strutture coperte, in cui siano garantiti la pulizia e l’igiene, idonei dispositivi di biosicurezza, adeguati sistemi di areazione per far fronte ai mutamenti climatici e la costante disponibilità di acqua potabile“.

Sempre in materia di benessere animale ed igiene delle stalle, Assolac sta portando avanti, da diverso tempo, delle azioni per la prevenzione da patologie come la tubercolosi, la brucellosi e ad altre malattie che possono colpire gli animali. In questo modo si mette al sicuro il patrimonio zootecnico e si aumenta il livello di sicurezza alimentare del prodotto finale.

Un ultimo punto trattato dal presidente Nola nell’intervista a Il Quotidiano del Sud riguarda la forma d’impresa scelta da Assolac e rivelatasi poi vincente: la cooperativa. “Il fatto che esista una cooperativa del latte calabrese – conclude Nola – è un fatto di rilievo. C’è una problematica legata alla cultura. L’individualismo è sempre stato un problema anche perchè le politiche agricole hanno cercato di intercettare soprattutto le esigenze del singolo”.
Superare, dunque, le logiche individualiste tipiche del mondo imprenditoriale calabrese è fondamentale per lo sviluppo della nostra regione e il miglioramento del livello di competitività delle nostre aziende su scala globale.

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Calabria: i valori e le storie degli allevatori

Gli allevatori sono il cuore pulsante di Asso.La.C. Dietro ogni singola bottiglia di latte fresco calabrese ci sono scelte difficili da prendere ed un lavoro metodico che sarebbe impossibile da portare avanti senza dei valori forti.

Quali sono allora i valori che guidano l’azione di un allevatore? Quali storie si portano dietro? Lo abbiamo chiesto direttamente a loro con una serie di video in cui andiamo oltre i metodi di produzione e di raccolta del latte, cercando al contrario di raccontare le persone.

I valori degli allevatori

Attraverso le loro parole si intravede il filo invisibile che tiene insieme Asso.La.C. da quasi 30 anni: la voglia di stare insieme e di creare valore per un territorio pieno di criticità come la Calabria. L’amore incondizionato verso la propria terra e la conseguente volontà di valorizzare allevamenti e produzioni locali hanno spinto i nostri allevatori a restare nella propria regione per creare un modello economico e sociale vincente.
Ecco perché bere il latte fresco calabrese è un atto di responsabilità.

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Il nostro latte – La filiera certificata del latte fresco in Calabria

Asso.La.C. ha deciso di raccontare la sua storia e quella dei suoi produttori, effettuando un reportage sulla filiera del latte calabrese. Si tratta di un vero e proprio viaggio all’interno delle stalle calabresi, visto con gli occhi di chi ogni giorno raccoglie il latte proveniente da varie zone della nostra regione.

La raccolta

Avrete la possibilità di salire su una delle cisterne adibite alla raccolta del latte, attraversando con essa tutta la Calabria. Il reportage abbraccerà le montagne della Sila, le colline del cosentino e le splendide località marittime dello Ionio e del Tirreno, mostrandovi, dunque, come sia possibile unire in maniera virtuosa territori e contesti radicalmente diversi per creare un prodotto di alta qualità.

La produzione

Vi mostreremo, inoltre, qual è la giornata tipo di un allevatore e quali sono le varie fasi della produzione del latte, dalla mungitura alla raccolta, passando per i controlli e la distribuzione. I protagonisti di questo racconto sono soprattutto le persone, perché senza di loro sarebbe impossibile riuscire a creare una filiera agroalimentare d’eccellenza.

Le parole del presidente Nola

La filiera del latte calabrese ha un valore sociale ed occupazionale molto importante per la regione Calabria”. – dichiara Camillo Nola presidente di Asso.La.C – “La forza di Asso.La.C. è rappresentata dai nostri soci e dalla loro capacità di lavorare ogni giorno in maniera meticolosa per il raggiungimento di un obiettivo comune: la crescita. Con questo reportage intendiamo mostrare quanto sia essenziale cooperare e mettere insieme idee ed energie, soprattutto in una regione, come la Calabria, troppo spesso frammentata e lontana da logiche aggregative”.

Un ringraziamento speciale va ai nostri soci che hanno partecipato con entusiasmo alla realizzazione di questo reportage e che, ogni giorno, con passione e spirito di sacrificio contribuiscono alla crescita di Asso.La.C. e di tutto l’agroalimentare calabrese.

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Il latte calabrese fonte di sviluppo del territorio

Venerdì 25 settembre, presso il chiostro di San Domenico a Cosenza, ASSO.LA.C. è stata protagonista della conferenza “Il latte calabrese: fonte di sviluppo del territorio”. 

Economia e società

L’evento ha visto la partecipazione di Camillo Nola, presidente di ASSO.LA.C., Matteo Marini, docente di economia all’Università della Calabria, e il dottor Pierfrancesco Rocca dirigente medico dell’Asp di Cosenza.
Economia e società: sono questi i contesti all’interno dei quali si muove il latte calabrese, svolgendo in entrambi i casi un ruolo di primaria importanza.
Il professore Marini ha descritto alla perfezione cosa rappresenta ASSO.LA.C. per la Calabria, evidenziando anche le potenzialità del modello cooperativo per lo sviluppo del territorio.
L’Italia ha costruito il proprio tessuto imprenditoriale attorno ad aziende a conduzione familiare e alla diffusione di distretti industriali. ASSO.LA.C fa proprie entrambe le filosofie aziendali, sposando i valori dell’aggregazione e della cooperazione e dando la possibilità a decine di allevatori di vendere il proprio latte anche fuori dai confini calabresi e italiani.

L’aggregazione come risposta alla crisi

Il tutto in un periodo di grave crisi del settore: la cooperativa calabrese, come sottolineato dal presidente Nola, applica il giusto prezzo di acquisto alla stalla, proponendosi nel mercato come un modello di riferimento in tema di remunerazione dei conferitori e di promozione della qualità. Nel corso degli anni ASSO.LA.C. ha saputo leggere i cambiamenti del contesto locale e nazionale e ha aumentato la propria base associativa.
In un periodo di crisi della domanda interna, infatti, puntare sull’aggregazione e sulla costruzione di distretti alimentari diventa fondamentale. La coop calabrese lo ha fatto nel contesto della Piana di Sibari, creando lavoro e diventando un esempio virtuoso per l’agroalimentare meridionale.

Il latte fattore di integrazione sociale

Ma il latte non è solo una fonte di sviluppo del territorio, rappresenta anche un fattore di integrazione sociale.
Per questo motivo l’Asp di Cosenza ha dato vita alla campagna “Sì al latte, no alla droga“.
L’intento dell’iniziativa, come spiegato dal dottor Rocca, è promuovere il latte fresco e far conoscere ai consumatori tutte le sue qualità organolettiche. Medici e nutrizionisti considerano il latte un alimento essenziale non solo per i bambini, ma per tutte le fasce di età, grazie al suo contenuto proteico ed energetico.
Ecco perché iniziare la giornata con un bicchiere di latte fresco significa cominciare con il piede giusto.

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