Giovedì 19 novembre, presso la libreria Feltrinelli di Cosenza, si è svolta la presentazione del libro “Chi ha cancellato la questione meridionale?” a cura del professore Mariano D’Antonio ed edito da Rubettino.

I relatori

L’incontro è stato coordinato da Matteo Marini, docente di economia all’Università della Calabria, e ha visto la partecipazione di Gaetano Nola, fondatore della cooperativa Osas-Campoverde, e dell’autore del libro, il professore Mariano D’Antonio.
Il volume si chiede perché la questione meridionale sia sostanzialmente sparita dal dibattito pubblico e cerca di individuare la cause e le possibili soluzioni della persistente arretratezza del Mezzogiorno.
Anche all’interno del contesto meridionale, però, esistono degli esempi virtuosi. Uno di questi è rappresentato dalle coop Osas-Campoverde e ASSO.LA.C., nate a cavallo tra gli Sessanta e Settanta nel territorio della Piana di Sibari.

Il racconto di Geatano Nola

A raccontare la storia di successo delle due aziende ci ha pensato Gaetano Nola. I percorsi di Osas e ASSO.LA.C. sono profondamente diversi tra di loro ma sono accomunati da alcuni elementi essenziali: la capacità di lettura dei grandi mutamenti economici e sociali, l’innovazione tecnologica e lo spirito cooperativo.

La cooperativa: strumento per lo sviluppo del Mezzogiorno

La cooperazione, come sottolineato a più riprese dal professore Marini, può rappresentare un modello di sviluppo vincente per il Mezzogiorno. Lo dimostrano ASSO.LA.C., Osas-Campoverde e altre coop attive nel campo dell’agroalimentare.
Il racconto di Nola abbraccia oltre cinquant’anni di storia, tra scelte strategiche difficili come quella di trasferire l’impianto produttivo di ASSO.LA.C. da Cosenza a Castrovillari ed episodi che hanno segnato il rapporto con i conferitori come la causa intentata nei confronti di uno dei soci di Campoverde il quale, venendo meno agli accordi contrattuali che prevedevano un contratto di esclusivo conferimento alla cooperativa per la durata dell’intero ciclo di vita dell’impianto arboreo (10 anni), aveva deciso di vendere il prodotto per conto proprio arrecando danni economici importanti alla coop.

Una sentenza decisiva

La decisione del tribunale di Castrovillari, che ha dato ragione alle istanze di Osas-Campoverde, ha rappresentato un punto di svolta nelle dinamiche aziendali. Oggi, operare all’interno della cooperativa è un guadagno per tutti i soci e solo attraverso l’aggregazione è possibile aggredire nuovi mercati e portare benefici all’azienda, sia in termini economici che di visibilità internazionale.